| Motor |
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| IL SOGNO DI ELIZA: hanno detto di Eliza. |
COMPUTER & INTERNET gennaio/Marzo 2002
Il computer è stato utilizzato sia per "comporre" le frasi che per controllare la trama, ma certo non è questo l'aspetto entusiasmante del volume edito da Addictions: il lettore che, come me, è stato spinto ad aprirlo per l'evidente sfida incentrata sulle possibilità offerte dalla narrativa digitale, si troverà di fronte un volume estrmamente originale, denso di rimandi e molto "stratificato"; una storia degna dei migliori autori del noir internazionale dove, come ben anticipa il sottotitolo, "nulla è come vuole sembrare". Muovendosi tra incubo e realtà in un ambiente "post-metropolitano" che occhieggia alla cultura cyber, il testo si dispiega con una partitura ritmica che non ha niente da invidiare a certi romanzi di Stephen King (occulta Musa ispiratrice del progetto?). Rapido, visionario, ipnotico, franto, quasi al limite della "dislessia creativa", il testo fa presa sul lettore fin dalle primissime pagine, reclamando la sua attenzione, la partecipazione attiva nel coagulare la storia entro il metabolismo di un'opera nella quale il ritmo narrativo aumenta in progressione, trascinando la curiosità fino alla fantomatica "ultima stanza", ed un po' più in là... Nadia Andreini
Il Sogno di Eliza
Un'opera d'ingegno
http://www.palazzochigi.it/fsi/ita/novita/novita_ita.html
16 novembre: Torino. "Opening digital party", presentazione del progetto "Scrittura mutante" e del laboratorio letterario per la realizzazione de "Il sogno di eliza 2.0", esperimento di scrittura collaborativa a cura di Angelo "Motor" Comino.
COMPUTER & INTERNET ottobre/dicembre 2001 (sul cd-rom)
Un libro assolutamente da non perdere, che avremo ampiamente modo di approfondire sul N. 17 di Computer & Internet. Il Sogno di Eliza è un progetto di narrativa digitale generata attraverso i computers. Un romanzo che nasce grazie ad una percentuale stimata nel 50% circa di tecniche combinatorie e dintelligenza artificiale, campionamenti e sistemi esperti al servizio della parola. Il suo autore, laureato in I.A. e accreditato performer e DJ torinese, è già da tempo conosciuto come uno dei personaggi di rilievo nellambiente cyberpunk italiano, ma questo è il suo (?) primo vero romanzo.
Il Sogno di Eliza
Nulla è come vuole sembrare
Art _Digital _Era_
Media e performing arts. Lesperienza performativa con i nuovi media, tra mutazione ed educazione al futuro. (presentazione nella rassegna de Il sogno di Eliza)
Media e performing arts. Lesperienza performativa con i nuovi media, tra mutazione ed educazione al futuro. (presentazione nella rassegna de Il sogno di Eliza)
hhttp://www.noemalab.com/sections/arte/news/ade.htmlDramatica, il software che lavora per lo scrittore
L'autore in questione si chiama Angelo Comino, in arte Motor, e il programma, presente da tempo sul mercato, ma recentemente aggiornato, è Dramatica. Comino ha utilizzato questo software, insieme ad altri tra i quali ReelPeople, Dada ed Eliza, per progettare il suo romanzo cyber-horror "Il Sogno di Eliza" (Ed. Addictions). L'operazione è nuova soprattutto perché l'autore parla del suo libro come di una sfida, di un percorso di scrittura sperimentale. Tutto è nato, come ci ha detto Comino, "dall'idea di usare quanto più possibile la macchina, l'algoritmo, per generare un racconto attraverso un lavoro ibrido tra l'uomo e un'intelligenza artificiale. Dramatica usa modelli che fanno capo alle regole aristoteliche e tratta ogni storia nello stesso modo in cui lo farebbe la mente umana. Ogni racconto, infatti, non è altro che la rappresentazione di come la mente sia in grado di risolvere problemi, valutando i vari aspetti contraddittori incarnati in personaggi. È un sistema 'intelligente', costruito su una teoria, capace di modellare e guidare attraverso le dinamiche della narrazione. Dire che Dramatica sia destinato ad esperti sarebbe troppo ma, certamente, è un prodotto che richiede un grande approfondimento del suo software".
Il programma, infatti, non è un semplice word processor ma un sofisticato generatore di testo che gira sia su Macintosh che su Windows. Quest'applicazione interattiva, che sembra infrangere tutti i tabù legati al mistero del procedimento letterario, pur promettendo ad autori di romanzi e serial televisivi un aiuto concreto - sia per la tessitura di trame che per lo sviluppo psicologico dei caratteri si limita ad organizzare il lavoro costruendo un reticolato logico tra gli elementi narrativi. Nonostante l'ultima versione di questo pacchetto sia versatile ed intuitiva e si offra come valido aiuto a chi voglia organizzare il materiale di scrittura non può, come logico, sostituirsi all'immaginazione o alla creatività umana.
Prodotto da Screenplay systems, Dramatica 4.0 è il risultato di lunghe ricerche e di anni di perfezionamento. La sua prima versione risale, infatti, al 1994 e negli Stati Uniti viene usato da college, sceneggiatori ma anche da neofiti della scrittura. Se in America programmi come questo non sono certo una novità in Italia, al contrario, rimangono ancora sconosciuti soprattutto perché non sono disponibili in versione tradotta.
http://contenuti.interfree.it/137/IDNotizia3812.htm
club interfree.it il portale della comunità tecnologica
ttp://www.inteatro.it/ade
www.mediamente.rai.it
Venerdì 6 luglio 2001
Dramatica, il software che lavora per lo scrittore
Da anni ormai il computer è uno strumento di supporto per il lavoro degli scrittori, ma se un software fosse in grado di scrivere un romanzo?
L'idea che la scrittura letteraria sia frutto di un'ispirazione estemporanea è ormai superata da tempo, ma il fatto che un autore pubblichi un romanzo dichiarando apertamente di esser ricorso all'aiuto di uno strumento informatico la dice lunga su come, nell'era di Internet, anche il concetto di lavoro intellettuale si stia modificando.
L'autore in questione si chiama Angelo Comino, in arte Motor, e il programma, presente da tempo sul mercato, ma recentemente aggiornato, è Dramatica.
Comino ha utilizzato questo software, insieme ad altri tra i quali ReelPeople, Dada ed Eliza, per progettare il suo romanzo cyber-horror "Il Sogno di Eliza" (Ed. Addictions). L'operazione è nuova soprattutto perché l'autore parla del suo libro come di una sfida, di un percorso di scrittura sperimentale. Tutto è nato, come ci ha detto Comino, "dall'idea di usare quanto più possibile la macchina, l'algoritmo, per generare un racconto attraverso un lavoro ibrido tra l'uomo e un'intelligenza artificiale. Dramatica usa modelli che fanno capo alle regole aristoteliche e tratta ogni storia nello stesso modo in cui lo farebbe la mente umana. Ogni racconto, infatti, non è altro che la rappresentazione di come la mente sia in grado di risolvere problemi, valutando i vari aspetti contraddittori incarnati in personaggi. È un sistema 'intelligente', costruito su una teoria, capace di modellare e guidare attraverso le dinamiche della narrazione. Dire che Dramatica sia destinato ad esperti sarebbe troppo ma, certamente, è un prodotto che richiede un grande approfondimento del suo software". ...
Paola Rossi
per l'intero articolo, con molte riflessioni sull'uso di Dramatica: http://www.mediamente.rai.it/docs/approfondimenti/010705.asp
http://directebook.com/wfh0/index/Computers/Artificial_Intelligence/Creativity/
http://spidera.org/Computers/Artificial_Intelligence/Creativity/
http://www.altair7.com/cgi-bin/od.pl/altair7/Computers/Artificial_Intelligence/Creativity/
il sogno di Eliza - A project about creative interaction between artificial and human intelligence producing a story, a real fiction book. The author uses several pieces of software to create the plot, the dialogues, to find new path or check the older one. Written in italian the result is a fiction of 160 pages.
Musicclub.it
E se dalle nuove frontiere della letteratura ho cominciato a scrivere questo mio lungo pezzo, non posso che concludere, stavolta sul serio, con la segnalazione de Il sogno di Eliza: http://www.ilSognodiEliza.com firmato dal dj e performer Motor, che crea il primo romanzo scritto interamente dal computer con l'uso di venti programmi in grado di formulare frasi a senso compiuto. E' chiaro ed evidente che qui, tra gli stands del Lingotto, questa suona come una provocazione pura, ma la cosa che non dispiace alla casa editrice Addictions: http://www.fabula.it/addictions/intro.html che lo ha dato alle stampe. Direi che è tutto.
Andrea Alessandro Di Carlo
http://musicclub.it/giugno2001/books.htm
ValeOggi - 18 Maggio 2001: Il pc romanziere
Rassegna Stampa
Dalla poesia alla cyber letteratura, spostandosi solo di qualche stand. "Può un computer scrivere un romanzo?", si domanda Alessandra C sulle colonne della Stampa, "Nell'agosto del duemila Angelo Comino, in arte Motor, mi ha mostrato la prima bozza del progetto Eliza. Centoventotto cartelle. Un racconto cyber-horror. Per realizzare quelle pagine, Motor ha utilizzato una ventina di software differenti, costruendo la prima opera scritta col contributo e l'ausilio delle macchine". I software in questione curano i diversi aspetti collegati alla stesura di un romanzo. C'è ad esempio Dramatica 4.0 che viene utilizzato per costruire la "gabbia narrativa", c'Ë Reel People che gestisce le tipologie dei personaggi rendendoli i più "umani" possibile e c'è Eliza 6.01 che definisce i dialoghi tra i personaggi. Insomma, la macchina, l'intelligenza artificiale, Ë arrivata sulla soglia della composizione letteraria. "Può un computer scrivere un romanzo?", si domanda ancora Alessandra C, "Sì. La domanda che dobbiamo porci è: la nostra cultura può accettarlo?"
http://valeoggi.tiscali.it/news/200105/18/3b0431e506f5b/
Sole Delle Alpi. 14 luglio 2001
Un'idea interessante, un autore misterioso (un informatico di Torino), un libro che nasce sulla Rete e che sulla Rete ha il proprio riferimento: www.ilsognodieliza.com. Ne viene fuori il primo tentativo di far scrivere al 50% un libro al computer, un progetto realizzato grazie a un software. E' l'angoscia provocata dalla Rete, che trasforma l'uomo in un braccio tecnologico. Il segno che tutto è stato già detto e fatto, che non esiste altro che rielaborazione di dati. Una città fantasma osservata dalla stanza di un albergo, un giovane armato di colt e la realta virtuale che si mescola con quella umana senza che se ne riesca ad avere più il controllo. Un viaggio allucinante in cui rivivere spezzoni del passato filtrati al computer, l'approdo di Addictions, piccola casa editrice milanese specializzata in gialli, al cybernoir puro. In cui non si parla di nero e di internet. Ma in cui è internet stesso a fare il noir.
Gigi Montero.
http://www.corriere.fantascienza.com/libri/
Il sogno di Eliza
Motor, Il sogno di Eliza - Addictions, pagg. 160, L. 18.000
Tra i grandi innovatori circa i metodi di scrittura va ricordato almeno William Burroughs, personaggio chiave della Beat Generation, che con la tecnica del cut-up inaugurò un nuovo modo di scrivere; poi non va dimenticato Andy Warhol, genio della Pop Art e nelle lettere e nel mondo dell'immagine, che firmò alcuni tra i più grandi capolavori dell'ultimo periodo sperimentale artistico americano, riconoscendo così alla tecnica del collage un ruolo primario nel processo creativo che conduce l'artista a creare arte allo stato puro; in Italia, Nanni Balestrini, negli anni Sessanta, fu il primo a scrivere una poesia grazie all'ausilio di un elaboratore elettronico. Il sogno di Eliza di Motor è un libro scritto in parte da un computer, o meglio, da programmi che simulano l'intelligenza umana, in parte da uno scrittore in carne e ossa (forse!): Motor assicura che almeno il cinquanta per cento del testo è stato scritto da "simulatori d'intelligenza" e non si fatica a credergli, difatti in più e più punti il costrutto narrativo risulta essere slegato e ricco di errori sintattici e solecismi a dir poco grossolani. Motor, questo lo pseudonimo dello scrittore, vive e lavora a Torino come informatico: dottore in intelligenza artificiale, il suo è un nome ben conosciuto nei circoli di intrattenimento notturno, infatti è un dj di discreta fama. Il sogno di Eliza ha visto anche la collaborazione di Alessandra C già autrice del romanzo Webmaster; tuttavia il risultato finale è deludente: la trama soffre di una placida ingenuità, quella tipica delle sceneggiature di molti film americani che portano la firma di Stallone. Leggendo Il sogno di Eliza è quasi impossibile non notare molti di quegli effetti splatter di gusto tipicamente americano che persino Stephen King in On Writing ha ampiamente criticato. Alcuni passi della trama sembrano introdurre il lettore nelle cupe atmosfere del grande maestro di Providence, H. P. Lovecraft, ma queste subito sfumano in oziose paranoie dilettantesche, quelle tipiche dei B-movies. La trama in breve: un giovane trentenne paralizzato dalla vita in giù si rifugia presso un Motel a gestione casalinga per sfuggire a se stesso; tuttavia, proprio qui ripercorre con la mente le fasi dell'incidente che l'ha ridotto ad una larva umana o quasi: tutto intorno a lui è sporco, contaminato dal pattume che sembra quasi possedere un suo proprio spirito vitale. Ad un certo punto il giovane comincia ad accusare allucinazioni che lo porteranno a vedere in ogni cosa animata un potenziale nemico: gli ci vuole poco per convincersi di esser vittima di un progetto militare top-secret, insomma i militari starebbero sperimentando su di lui una nuova arma, forse batteriologica, forse psichica. In preda alla febbre e alla paranoia, fa strage all'interno dell'albergo di tutti gli esseri umani che gli capitano a tiro (la furia omicida descritta da Motor nel Sogno di Eliza ricorda molto da vicino quella delineata da Stephen King in Uscita per l'inferno). Alla fine l'autore, senza mezze misure, rivela al lettore che in effetti le paure nutrite dal suo protagonista non erano nulla affatto infondate: peccato che tutto ciò si intuisca facilmente subito dopo aver letto le prime pagine del romanzo. Il Sogno di Eliza è un libro debole che ha la vana pretesa di fare del cyberpunk cercando di imitare, forse, la genialità di William Gibson e Stephen King (quest'ultimo imitato - assai malamente - almeno per spiegare la psicologia malata dei personaggi creati da Motor). Pur introducendo alcuni spunti interessanti come il rapporto intelligenza/sogno, sogno/paranoia, paranoia/realtà, che spingono quasi a far pensare il lettore, Il sogno di Eliza risulta essere tanto debole nei registri grammaticali quanto in quelli narrativi. Poteva essere un buon romanzo se fosse stato maggiormente curato nei dettagli: Motor ha commesso il peccato di fidarsi troppo dell'intelligenza artificiale dimenticando, quasi sicuramente, che le macchine possono aiutare l'artista nel creare i suoi processi narrativi ma non sono in grado, almeno oggi come oggi, di creare in toto un qualsiasi processo artistico. Il sogno di Eliza è stato scritto proprio da un computer, completamente, purtroppo! (Giuseppe Iannozzi)
News 29-05-2001
Il sogno di Eliza
Una città morente tra rifiuti tossici, orde d'insetti che trasudano dalle
pareti... un delirio scritto da un computer.

Una città morente tra rifiuti tossici, orde d'insetti che trasudano dalle pareti, deliri televisivi continui, un giovane paralizzato nascosto in una stanza d'albergo con una Colt cromata. Così si presenta il romanzo Il sogno di Eliza edito dai tipi di Addictions nella ormai celebre collana I Neri (pag. 156, L.20.000) assurta ormai a baluardo dell'horror e del noir nazionale grazie alleproposte coraggiose e controcorrente.
Il sogno di Eliza, presentato alla Fiera del Libro di Torino, ha già fatto molto scrivere e parlare di sé, catalizzando l'attenzione degli addetti ai lavori. La cosa, lasciatemelo dire, è di certo inconsueta, se consideriamo il genere del romanzo, ma la spiegazione è quanto mai semplice: Il sogno di Eliza, infatti, è stato scritto grazie a un computer!
C'è ovviamente un essere umano dietro al progetto, Motor (laureato in informatica in intelligenza artificiale su reti neurali), ma la trama, i dialoghi e alcuni personaggi sono stati interamente concepiti da software, in parte già esistenti e utilizzati correntemente dagli sceneggiatori di serial televisivi statunitensi come il Dramatica, in parte creati da Motor stesso, come il Peepshock, che genera frasi su un dizionario tratto da Crash di J. Ballard.
Un esperimento affascinante, una interazione che stimola e incuriosisce, che ci obbliga di continuo a chiederci cosa sia frutto di un cervello umano e cosa sia rielaborazione di una intelligenza artificiale. Un romanzo che inquieta, non solo per la trama nera e angosciosa degna del più cupo delirio orrorifico barkeriano, ma anche per la minaccia che questo libro comporta: oggi - a detta dell'autore - i software sono in grado di scrivere il 50% di un libro. Domani potrebbero arrivare al 100%. Non vi spaventa a morte questa prospettiva?
www.horror.it/libri/news2001/0529.html
E il pc diventò scrittore.
Le macchine aiutano il lavoro editoriale, ma può un computer scrivere un romanzo? Fino a pochi mesi fa avrei risposto con un secco <no>. Ero convinta che i software disponibili sul mercato non fossero abbastanza sofisticati da coniare configurazioni narrative coerenti. Le strutture sintattiche mal si addicevano a un'elaborazione automatica.
Nell'agosto del duemila Angelo Comino, in arte Motor, mi ha mostrato la prima bozza del progetto Eliza. Centoventotto cartelle, un racconto cyber-horror, lineare, coerente dove non apparivano mai le parole software, rete o computer. Per realizzare quelle pagine, Motor ha usato una ventina di software differenti, costruendo la prima opera scritta col contributo e l'ausilio delle macchine. Il primo romanzo di narrativa digitale dove l'utente-autore dialoga, collabora, interroga, interagendo con la macchina assunta a elemento principale della produzione artistica.
L'analisi dei personaggi, la successione degli eventi, la gabbia narrativa sono gestiti da Dramatica 4.0, software largamente usato negli Stati Uniti da scuole di scrittura, scrittori di best sellers e sceneggiatori di film, telefilm e soap opera. Prodotti seriali dove è indispensabile avere cronologie e interazioni ferree per non confondere il fruitore. Oggetti che tristemente si assomogliano. Oggetti che clonati che possiedono lo stesso retrogusto <stabilizzato>.
Dietro ai dialoghi con la psicologa si cela Eliza 6.0.1 generatore di testo di Tomas Bender; una sua variante, Alice, parla con l'autore in una chat. Reel People, gestore di tipologie di personaggi, controlla i caratteri dei soggetti, rendendoli <più umani dell'umano>. Anagrams di Andrei Trevorrow, guida la mano di Beth sulla planchette...A voi scoprirli tutti.
Il progetto Eliza si è trasformato in un romanzo Il sogno di Eliza edito da Addictions. Motor, laureato in intelligenza artificiale, ha dimostrato che l'uomo può interfacciarsi con la macchina, unendo i due flussi di dati lo scambio muta in pensiero immaginifico, in racconto.
Può un computer scrivere un romanzo? Sì. Software ausiliari possono risolvere la maggior parte dei problemi narrativi. La domanda che dobbiamo porci è: la nostra cultura può accettarlo? Possiamo noi umani ammettere che per realizzare la maggior parte dei mediocri libri venduti nelle librerie sono state utilizzate strutture sintattiche e gabbie narrative sufficientemente semplici da poter essere riprodotte da un programma?
In una società universale dove tutti guardano gli stessi telefilm, gli stessi film, dove i CD hanno lo stesso numero, quantitativamente e qualitativamente, di brani, dove esistono libri come Ramses e Incas. In una società dove ragazzini si innamorano delle eroine di videogiochi, dove costrutti conducono telegiornali, il reale si confonde con il virtuale, le voci narranti si assomigliano metalliche, sembrano campionate. Guardo la televisione. Può un computer redarre un TG?
Alessandra C. per LA STAMPA - Cultura e spettacoli - Venerdì 18 maggio 2001
Oltre ai libri elettronici, ci sono i cyber-libri. Come il sogno di Eliza (ed. Addictions, L.20.000), un interessante progetto di narrativa digitale. Parla di una città tra rifiuti tossici, orde d'insetti, deliri televisivi e di un giovane paralizzato, Johnny, nascosto in una stanza d'albergo con una Colt cromata. Ha origine da una domanda: può un computer scrivere un racconto? ...
Anna Masera per LA STAMPA Sabato 19 maggio 2001
Da: carlo infante
Data:17.02.01
A: motor
CC: alessandrac
Oggetto: feedback
Corpo a corpo con un motore di storie

Non so ancora cosè che mi ha inchiodato alla lettura della tua opera, Motor.
Probabilmente è stata la curiosità nellindividuare quelle soluzioni di automatismo intelligente del computer che simula le meccaniche del testo e che scruta i dispositivi logici dello sviluppo narrativo, di cui mi avevi parlato quella sera a cena.
Ma alla fine credo che sia accaduto qualcosaltro, qualcosa a cui sono poco abituato, perché non sono un lettore abituale di romanzi. Spendo gran parte del mio tempo di lettura per conoscere, per raccogliere quelle informazioni che nutrono la mia domanda di mondo. Per rilanciarla. E quasi un gioco, mi dà gusto scoprire le piste teoriche da seguire. E quindi consumo molta di quella saggistica che solo a volte diventa letteratura.
Mentre il tuo è un vero romanzo nero, con un intreccio e uno sviluppo di stati danimo che spinge la mente a farsi il proprio film.
Un romanzo a là Stephen King come autoironicamente rivendichi la tua idea. Ma io sono tra quelli che King non lo legge.
Eppure il tuo romanzo, Motor, m'ha agganciato, a tal punto da farmi alzare dal letto con la schiena a pezzi in pieno transfert con Johnny, il tuo povero protagonista.
Vuol dire che ha funzionato.
Ha attivato quel gioco immersivo che fa della lettura profonda una fortissima condizione psichica che ti scaraventa dentro quel film immaginario che giri, ti fai, nella testa.
Devo comunque ammettere che, se non avessi avuto quellinput iniziale, forse non avrei innescato la necessaria disponibilità alla lettura. Credo, insomma, che mi abbia condizionato quel tuo gioco sulle meccaniche del testo che nellopera sveli però solo alla fine, non prima.
Parliamo di questo: ovvero come la tecnologia digitale genera nuovo linguaggio.
E qui lepicentro del mio interesse e anche del tuo nellaver chiesto un feedback ad uno come me, non-narrativo e poco lineare, ma assiduo frequentatore delle sperimentazioni tra le arti e le tecnologie.
Nonostante la mia disaffezione letteraria riconosco prima di tutto lefficacia narrativa attraverso linquietudine che mi ha trasmesso la lettura, forse anche per gli sfalsamenti del piano interpretativo.
E forse per questo che allo stesso tempo funziona qualcos'altro, un sistema di straniamento che giostra con le pratiche della scrittura, i suoi diversi livelli di coscienza interna ed esterna: una dinamica del testo che non scivola però nell'esercizio di stile. Che proprio non amo. Sarebbe " solo letteratura" senza opzioni di visione.
Insomma c'è spazio sia per la mia proiezione emozionale negli scenari del futuro umido alla Blade Runner che per le Metamofosi kafkiane, sia per la ricombinazione degli elementi propri della scrittura e delle molecole narrative, disperdendole (avete visto il film "Memento"?). E la fiera del cut-up, quella qualità che dalla scrittura automatica dei surrealisti alle teorie praticate da Burroughs, sinvera nelloperatività del word processing.
Riveli alla fine che ti sei fatto incalzare (si, incalzare, come sanno fare quegli amici che t'interrogano sulla congruità di un plot cinematografico) da alcuni software che hai scovato in giro nella rete, motori che generano domande e moduli di scrittura, artificialmente.
Motori di storie. Dei personal brain storming concepiti magari per lottimizzazione delle sceneggiature dellindustria cinematografica statunitense.
Ma quello è solo un punto di partenza: mi sembra che hai trovato il grado di fusione tra lautomatismo del software e la dimensione creativa di un autore che ha saputo stabilire un corpo a corpo con quei motori digitali. Cè turbolenza immaginaria nel lavoro che hai fatto, hai surriscaldato il medium come avrebbe detto il vecchio McLuhan.
Geniale. Hai affiancato all'amico (all'amica) che ti avrebbe fatto da alter ego nel gioco della ricombinazione letteraria un altro motore intelligente. E mi domando chi è più artificiale, un software che ricombina le strutture linguistiche di tanti testi letti (da Kafka a Dick passando, da Shakespeare a Chandler) o un'amica lettrice che proietta la sua cultura sedimentata? Dopotutto ciascuno di noi riproduce la propria dimensione cognitiva, fatta di letture e di visioni, di cultura accumulata.
Cosa c'è, dopotutto, di più artificiale della mente? I bit di una piattaforma digitale? Certo.
Ma possiamo dimensionarli a noi stessi, quei bit. E solo una questione di abilità, quella di chi sfugge alle logiche bloccate delle applicazioni di default per dirottarle verso la ricerca di sensibilità inedite.
E questo il corpo a corpo a cui facevo riferimento prima.
Non c'è dubbio: nella scatola nera cerebrale si sviluppano strategie biochimiche straordinarie che l'intelligenza artificiale non potrà mai comparare. La mente fisica è artificiale nel suo labirinto culturale: elabora e trasforma qualsiasi input.
E' per questo che mi sembra molto umano, decisamente evolutivo, iniziare a trattare con i computer per espandere le opportunità delle combinazioni immaginarie. Limportante è non far venir meno il principio attivo della libera creazione: la spinta ludica.
Carlo Infante
"Nulla è come vuole sembrare" intona la copertina. Ma che cosa sembra questo libro? Un romanzo fumoso, labirintico. Una radiografia sfuocata dei mostri che si annidano nel sonno della ragione, pronti a fuoriuscire dalle crepe nel sistema. Ma se le apparenze ingannano, allora dobbiamo dire in tutta onestà che questo romanzo è lucido, lineare, diretto. Forse troppo, nell'iperrealismo del suo scenario: quello di una città degradata, infestata da parassiti reali e televisivi, in cui tutto l'universo si concentra in una stanza d'albergo. In un unico personaggio centrale, il giovane paralitico. E nell'oggetto-feticcio, la pistola cromata, che testimonia, forse, il suo passato.
O il suo presente.
O il suo futuro.
Sempre ammesso che il futuro esista, in questo contesto, e non si tratti di un unico lungo, interminabile presente senza uscita.
Sempre ammesso che un futuro, uno qualsiasi, possa esistere, dopo che l'inimmaginabile è accaduto e tutti noi, abbagliati dall'ipnosi catodica, non ce ne siamo accorti.
Un romanzo d'esordio, quello di Motor, che lascia una profonda impronta digitale.
Saluti,
K
Andrea G. Cappi, autore di ...
recensione prenatale.
... Seguendo i suoni, prodotti dal cuore di silicio delle macchine, sono arrivata in un salone dal plafond affrescato. L'aria era azzurrata dalle lampade di Wood posizionate ai piedi della console. I cherubini sembravano fluttuare staccati dall'azzurro soffitto, osservavano confusi i cavi che partivano dai portatili. Motor e Angel www.motorangel.com seguivano, indirizzavano la musica che si campionava, produceva e riproduceva. Sul muro proiezioni d'immagini-parole cullavano il ritmo ipnotico. Note ambient a centotrenta bpm tagliavano l'armonia danzando sui flash delle stroboscopiche...
Web Mistress di Alessandra C. 13 ottobre 2000 Torino Sette
Le recensioni del nulla.
Questo giolone scriptore, Motr, di del dal col affioriccio ganolsi
coscienziamo la simileguarsi. Recusia estemesica! Altrinon si memocherebbe
il persuo stisse in corisadicone elibuttorro. Ziano che dimannuce lo
qualitare rumelettico di sabirespo padronò. E sonfio tezio e stampo
egualiterebbero nello Motr il trialismo scernesti d'ancomacona percossi.
Tambron tambron, quilera dovressimo, ghiandola namicadi coi tuffo fulcrosi,
quantano, sul gicla d'nogiche i metazioni, gosibarre, che piò levapo si su
predomioranzabelusmetico, rifé comerizzando per rerare la biffetta posca o
pisca. Veré chi, magnifico, sobliamo longamente epitur brindando.
Enrico Remmert
Hoi bo'
Scimmie di laboratorio che mostrano i denti per la rabbia.
grafica: motor